S.P.D.C.: MACCHITELLA RISPETTERA’ I TEMPI?

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Inerentemente la situazione in cui versano gli S.P.D.C. provinciali, in generale, e della chiusura, si spera momentanea, di quello di Sora, in particolare, qualche mese fa ho incontrato i dirigenti dell’ASL di Frosinone insieme all’Assessore alla Sanità D’Amato, chiedendo chiarimenti sul modus operandi aziendale. In particolare, durante l’incontro, ho chiesto conto di come in tutta l’A.S.L. di Frosinone, nessuno abbia pensato a trovare una soluzione alternativa per garantire la continuità del servizio in loco, allo scopo di evitare eventuali disagi ai numerosi pazienti ed ai loro familiari, nonché al personale che presta servizio presso l’ S.P.D.C. sorano. Alla luce della effettiva chiusura di tale SPDC si è assistito al dirottamento dei pazienti sulle più lontane sedi di Frosinone e Cassino, che ormai sono prossime al collasso, in quanto attualmente si fanno carico anche di molti pazienti provenienti dalla provincia di Latina. Tale sede, infatti, al di là delle solite promesse, puntualmente non mantenute, è ancora oggi non operativa da ormai più di quattro anni, in contrapposizione alle ampie rassicurazioni offerte dai soggetti incontrati che davano per certa la riapertura prevista al 15 di Luglio scorso e per cui si era posticipata la data di inizio dei lavori di ristrutturazione dell’SPDC di Sora.
In tutto il basso Lazio, la situazione degli S.P.D.C. è ora altamente deficitaria, frutto di scelte non ponderate con la dovuta diligenza. Si è ben distanti dal rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza, con un gap di ben 14 posti iniziali che ora sono arrivati a 26; considerato che nella nostra provincia dovrebbero essercene 50 di Posti Letto si naviga in una situazione al 50 per cento di quanto dovrebbe essere realmente predisposto. Si è molto lontani dal trovare una soluzione adeguata in linea con le esigenze della popolazione e con i nuovi indirizzi politici che vorrebbero e dovrebbero rilanciare la sanità pubblica.
Siamo ormai prossimi alla scadenza, data per certa e perentoria, del 7 Novembre, data in cui si dovrebbero riconsegnare i lavori presso l’Ospedale di Sora, ma già si paventa un rinvio; mi chiedo se tali dirigenti, alla luce da quanto asserito da loro il 19 giugno in un comunicato stampa, sapranno tenere fede alla parola data, e restituire all’utenza del Distretto “C” un reparto come descritto al punto 5 del comunicato stesso:
5) i lavori presso l’SPDC di Sora avranno la durata di 3 mesi e restituiranno un Reparto di eccellenza fra i migliori nell’ambito dei programmi di valorizzazione dell’Ospedale di Sora;
Nelle more di ulteriori ritardi, insostenibili ed intollerabili, mi riservo di agire secondo normative vigenti contro chi non persegua l’interesse pubblico. Mi auguro che il Commissario Macchitella, la cui dichiarazione resta emblematica: « In conclusione, – dichiara il Commissario Straordinario della ASL di Frosinone, Dr. Luigi Macchitella – il nuovo SPDC di Sora consentirà un vero salto di qualità nell’assistenza psichiatrica nella nostra provincia, valorizzando il Presidio Ospedaliero di Sora e non determinando disagi alla nostra utenza ». che in evidenza non ha voluto recepire i segnali di allarme provenienti dal territorio, sia pronto ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei pazienti, dei loro familiari e dell’intera provincia per la mancata previsione di soluzioni adeguate per l’ S.P.D.C

Sora, 29 ottobre 2018

Il Portavoce regionale M5S

Loreto Marcelli

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